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Un Sogno: la democrazia. Viviamo in un mondo moralmente senza Dio. La tolleranza, i diritti della minoranza, la libertà di parola e di pensiero, così caratteristici di una società democratica, non trovano posto in un sistema politico basato sulla credenza dei valori assoluti. Questo modo di pensare porta inequivocabilmente ad una posizione in cui colui che presume di possedere il segreto del bene assoluto pretende di avere il diritto di imporre la sua opinione e anche la sua volontà agli altri. Da tempo, ormai, i cattolici fanno dei principi liberal-democratici parte integrante e fondamentale del loro credo, mostrando così di saper distinguere fra una verità religiosa assoluta e i valori discutibili razionalmente in regime di democrazia. Innanzi tutto i valori e le regole della democrazia moderna non sono " tutto" e non possono esaurire la varietà di esperienze individuali e di gruppo, possono forse regolare i comportamenti legittimi della vita di ogni giorno. L’esperienza quotidiana di ciascuna persona, l’esperienza religiosa, l’esperienza artistica e quella filosofica, possono trovarsi in conflitto con le affermazioni di principio della democrazia. La religione cristiana sembra meno invadente e ingombrante della religione laica, che non consiste soltanto nei diritti dell’uomo e dei cittadini, ma si manifesta in quel "magistero", in quei dogmi e in quei misteri onnipotenti di Borsa, la proclamata necessità di crescita economica, la pubblicità, la moda, la comunicazione, l’informazione totale, il consumo come eucaristia laica. Anche le democrazie capitalistiche vivono di miti! Ed ecco che si ripropongono le antiche mitologie a uso degli scontenti, dei sofferenti, degli sconfitti, degli esclusi, di chi cerca illusioni e conforti nel sogno di una comunità che è senza amore: la quale, come Chiesa, su questa terra, è potenza, prestigio, capace di proteggere, legittimare, organizzare aiuto ed avere consenso. Non è comunque leale – per i cattolici – discutere credendo sempre che Dio sia sempre dalla loro parte, che li sostenga, che li benedica e garantisca la verità e il giusto. Questo mi porta a pensare che esistono persone moralmente di prima classe (i credenti) e persone di seconda classe (i non credenti), meno morali per definizione. Conflitto insuperabile? Credo di si. La democrazia è imperfetta perché è un’utopia, un sogno: resta soltanto questo.
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