| ||||||
|
Mettere le mani sulla vita. Scienza arrogante, che non riconosce più limiti né frontiere. Scienza pietosa, china sulle nostre sofferenze per addolcire. Scienza arida, ostaggio di interessi economici a cui non sa negarsi. La genetica è questa, e molto altro ancora. E’ la possibilità di diagnosticare ben prima che si manifestino malattie devastanti: ma non sa ancora curarle. E’ la possibilità di manipolare la natura perché ci sia sempre più utile: ma questo comporta prezzi da pagare! E’ la possibilità di far nascere bambini sani che non conosceranno gli insulti della malattia, ma potrebbe renderci spietati verso ogni devianza, ogni piccola anormalità. Quindi, dal voler bambini sani, potremmo passare a desiderare solo figli perfetti. Magari solo biondi, possibilmente maschi, rigorosamente eterosessuali. Insomma, la genetica ci offre la possibilità di conoscere la malattia, ma non sempre la possibilità di correggerla. Ma fino a che punto è "giusto" che una persona scopra, quando stà ancora bene, di essere geneticamente destinata ad una malattia incurabile? Perché più conosciamo la nostra sruttura genetica, più riduciamo la complessità umana a un rapporto elementare causa-effetto ? Sei grasso perché hai il gene dell’obesità, sei stupido perché non hai il gene dell’intelligenza, sei violento perché hai il gene della violenza. E l’ambiente? Prima tutto ( o quasi) dipendeva solo e sempre dall’ambiente, oggi tutto e solo dai geni. Un giorno – insomma – sapremo il patrimonio genetico di Bin Laden e ci daranno la "ragione certa" delle caratteristiche della sua personalità. Diciamo che insieme di geni, in alcuni ambienti, determinano certe condizioni di comportamenti.
Dott. Iacobellis stanislao
|
|
|
|