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la crisi del desiderio Di fronte all’iniquità, alla prevaricazione, all’indifferenza è giusto arrabbiarsi, reagire, esprimere i propri desideri, far valere il proprio punto di vista. Di solito le donne apprezzano ma non amano gli uomini buoni. In una zona antica della mente sopravvive la memoria di una preistorica antenata che, relegata in casa, procrea e accudisce, mentre lui, cacciatore, provvede al cibo e alla difesa. Di tutto questo non vi è alcuna memoria. Tuttavia, non esistendo la minima consapevolezza di questo schema, la donna cerca con ogni mezzo di provocare il suo partner. Con capricci, aggressioni verbali e fisiche intende spronarlo a rivelare quelle componenti aggressive che sono ritenute virili e che rendono più intenso e vivace il rapporto sessuale. L’accordo di coppia, per funzionare e durare, è bene che non pretenda di organizzare gli spazi individuali, nei quali ognuno dei due coltiva il rapporto col proprio genere e la propria identità. Ma è anche necessario condividere il senso della vita! Lo spettro della crisi, che investe la radice delle nostre mozioni, è ampio e corrompe l’amore a due. Sui giornali si legge: " Sesso, con una pillola rinasce il desiderio. Una coppia su tre non ha voglia di fare l’amore. Maschi divorati dall’ansia." La voglia è volata via e così si ricorre sempre più, alle pillole. Non bastava il viagra; ormai si aggiungono altri farmaci come l’apomorfina che funziona come un superafrodisiaco e la pillola della timidezza, che non è altro che un generoso antidepressivo. L’anima del rapporto amoroso, la spinta istintuale, esistenziale, create dalla generosa natura, vanno a farsi benedire. Rifletto! La crisi del desiderio degli altri, il non rispetto della vita propria e altrui, è l’origine dei drammi quotidiani, della criminalità, dei reati contro le persone, dei gruppi di giovani che delinquono; si porta dentro il male di vivere, le crisi depressive, la caduta delle emozioni naturali.
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