Generare a vita nuova

Generare a vita nuova

 Allo stato attuale sembra radicarsi sempre più la convinzione che l’uomo abbia il diritto di gestire il suo potere procreatore secondo i suoi insidacabili criteri. Il rischio di questa posizione sta nel fatto di non riconoscere che la signoria della vita non può essere illimitata. Se è vero che l’uomo di oggi tollera sempre meno gli obblighi nei confronti della vita indipendentemente dal riconoscimento della propria libertà , dignità e responsabilità, è pur vero che la vita non tollera che si oltrepassino certi limiti oltre i quali si sente offesa e danneggiata. Oggi siamo inseriti in una burrasca di mille contraddizioni e siamo di fronte a complessi scenari che devono dare spazio a profonde meditazioni. Clonazione, correzione chirurgica dedegli organi della generazione, gravidanza assistititi, inseminazione artificiale, banche di sperma, embrioni congelati, gestazione in vitro, sono alcuni dei progressi della scienza medica in ordine alla vita e ai tentativi dela tecnica di riprodurla nelle condizioni più disparate e fuori dalle condizioni iscritte nella relazione di coppia. Non mi sembra – comunque – che si sia sviluppato nella coscienza collettiva un’opinione chiara, significativa, attiva. Questo straordinario entusiasmo di progressi scientifici è attraversato da sussulti di angoscia e mostra chiaramente quanto sia asfittico l’uomo, sempre frenetico nella ricerca di cose materiali, nella proiezione sugli oggetti sensibili e prontamente fruibili; sui prodotti finiti che si aspira a possedere in abbondanza ma nella logica dell’usa e getta. Comunque sia il progresso è inarrestabile. Per effetto delle nuove biotecnologie, complice l’indebolimento di principi etici, si tenderà sempre più a risultati inaccettabili per la dignità dell’uomo, quale che sia l’utilità che si vorrebbe conseguire.

Lo sbocciare di una nuova vita avviene sempre meno in un clima autentico di reciprocità in cui la coppia respira. Sempre più "sconosciuta" la prospettiva di una gestazione spirituale del bambino da parte di entrambi i genitori. La tendenza che si respira è che il meraviglioso processo di crescita nell’utero si sviluppi a colpi di monitoraggi sempre più sofisticati e intrusivi, a misurazioni ossessive della crescita del feto, ad analisi del bambino nel grembo materno. Domani probabilmente, un figlio concepito in qualsiasi modo lo affideremo ad un laboratorio per poi riprendercelo a prodotto finito.

 

Stanislao Iacobellis

 

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