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"E vissero felici e contenti", è proprio il caso di dirlo riguardo a "Shrek", il film per tutta la famiglia più visto dell'anno che ha fatto incassare alla DreamWorks più di 430 milioni di dollari. Per la seconda stagione consecutiva, la Compagnia Teatrale Tiberio Fiorilli sta per ottenere i diritti sia letterari che di immagine di Shrek, prodotto dalla DreamWorks e distribuito in Italia dalla U.I.P., celebre major americana di distribuzione. L'acquisizione dei diritti immagine e video della DreamWork o della U.I.P., rappresenta per la Compagnia un evento di grandissima importanza. Per questo la Tiberio Fiorilli sta pensando ad un rifacimento più ricco dello scorso anno, più pieno di effetti speciali, più conforme al film. Shrek è un film contraddittorio e spiazzante sia nel contenuto che nella forma, è una favola digitale che ha interessato gli spettatori più piccoli, ed allo stesso tempo capace di riflettere e parodiare i codici del genere fiabesco divertendo gli spettatori più smaliziati. La dinamica della fiaba classica è sconvolta soprattutto nel finale: tutti si aspettano che sia l’orco a diventare un bel principe ed è invece la bella principessa a diventare per sempre un’orchessa. Ciò non pregiudica affatto la loro felicità e insegna che per amare basta solo un gran cuore, che l’aspetto fisico non ha importanza quando si é generosi e fedeli, e che bisogna accettare gli altri anche se diversi. Una lezione importante in un mondo incentrato sull’immagine e sulla bellezza esteriore. Anche in questa edizione la compagnia ha volutamente utilizzato scene e costumi di materiale riciclato, come ulteriore forma di rispetto per la natura del…brutto ma utile. Fra gli attori Gianni Risola, Angela Lattanzi e Annabella Gioirdano, le scene sono della coop. Voli di Scirocco e i costumi di Annabella Giordano mentre le musiche originali sono di Roberto Ottaviano, grande e noto jazzista italiano che ha voluto contribuire ed "entrare" in una operazione di alto livello culturale drammaturgico ma per una volta non avulso dai gusti del pubblico più giovane. Non a caso la regia è stata affidata ad Angela Lattanzi, giovane attrice e regista formatasi all'Accademia di Palmi, in Calabria, e poi tornata a Bari per mettere a frutto le sue esperienze artistiche. Da tutto ciò ne viene fuori uno spettacolo sui generis, pensato per il pubblico più piccolo ma che stranamente incanta i più grandi. Insomma, uno spettacolo da vedere non foss'altro per la curiosità di capire perché, nonostante le centinaia di proposte delle varie compagnie italiane, la U.I.P. Italia ha scelto proprio una compagnia barese. Monica Messa
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