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Appunti di storia della musica 2: la musica presso gli antichi romani. Sembra che gli antichi romani non ebbero musica propria…La storia ha dimostrato che le civiltà non si sviluppano contemporaneamente con le stesse modalità. E purtroppo di quella musica propriamente romana non ci è rimasto nulla; qualcosa siamo riusciti a ricostruire, in modo generico, grazie ad altre discipline, quali la letteratura, la filosofia, l’arte figurativa e la danza. Quello che sappiamo per certo è che i Romani furono in qualche modo, nel loro sviluppo musicale, vassalli delle altre civiltà che incontrarono nel corso del loro processo di romanizzazione; nei tempi più antichi essi accolsero infatti la musica degli Etruschi, che a loro volta l’avevano derivata molto probabilmente da quella dei Fenici e degli Egizi. La storia della Roma antica è comunque una storia millenaria.Essa comprende tre lunghi periodi: il periodo monarchico, dal 753 a.C. (anno della fondazione di Roma) in cui regnarono, secondo la tradizione, i famosi sette re; un periodo aristocratico, dal 509 a.C., nel corso del quale tutto il bacino del Mediterraneo passò sotto il controllo di Roma; ed infine un periodo imperiale, dal settembre del 31 a.C., in cui Augusto Cesare Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio, in Grecia, e divenne il primo imperatore romano. Agli albori ci sono prima i contatti, quindi, con le antiche realtà latine, etrusche e della Magna Grecia (il complesso di colonie greche dell’ Italia meridionale) e da questi contatti commerciali e non scaturisce, quasi di riflesso, la storia musicale romana. A Roma gli artisti etruschi suonavano in molte cerimonie pubbliche e private. Gli stessi strumenti musicali romani non erano altro che imitazioni e/o perfezionamenti di quelli etruschi ed ellenici.Tra questi , il più diffuso era la Tibia, corrispondente all’ aulos dei Greci ed usata per allietare i banchetti ed i giochi, accompagnando canti e danze. I Romani costruivano diversi modelli di "Tibiae", in osso, corno, legno o canna, avorio o metallo, differenti per lunghezza, forma e per numero di fori per le dita, a canna semplice o doppia. Per far aderire meglio l’imboccatura alle labbra e facilitare quindi l’insufflazione e l’esecuzione dei suoni, la Tibia veniva sorretta da una doppia striscia di cuoio detta "capistrum" che il suonatore legava dietro la testa. C’erano poi varie trombe, corni, flauti, campanelli,cimbali e piatti di metallo, oltre alle piccole arpe di tradizione greca e alle cetre fenicie e liuti mesopotanei. Ma fu durante il periodo imperiale che la musica fu considerata con maggior serietà. L’imperatore Nerone cantava e suonava la cetra nei teatri e nelle gare (anche se probabilmente lo faceva poco abilmente, visto che si attorniava di gente prezzolata per farsi applaudire durante le esibizioni…o lo faceva per aumentare onori e celebrità, perché era poco amato dai suoi sudditi?). L’imperatore Domiziano dotò Roma dell’ Odeon, che era una sala da concerti capace di 10.000 spettatori, anche se non si ha la minima idea di quel che fossero quei concerti. Così, durante l’impero, si assiste ad una vera immigrazione a Roma di numerosi cantori, danzatori e strumentisti di provenienza greca, egizia, siriana ed ispanica.Ma come gli usi e costumi romani si ammollivano a causa delle influenze esterne e delle prime infiltrazioni barbariche, così nelle forme d’arte teatrali e musicali, pubbliche e private, si manifestava un lento appiattimento e declino, tanto che, alle soglie del Medio Evo (che facciamo coincidere con la fine dell’ Impero Romano d’Occidente intorno al 476 d.C.) ogni forma di musica profana era divenuta del tutto abbietta. Nel frattempo il Cristianesimo, soffocato per secoli nelle catacombe, nel 313 dell’ "era volgare" diventa religione libera e legale; alla oramai decaduta musicalità greco-romana se ne sostituisce una nuova, su ben altri basi, quelle della spiritualità cristiana. Ma di questa parleremo nel prossimo articolo…
Mi piace pensare che tutto iniziò quando un uomo, aiutando la sua donna a mettere al mondo il primo bambino, scoprì, gridando e saltando, che poteva gioire così…
DoReMiFaSol a tutti!! Bruno D. |
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