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Esemplari di brachychiton: particolari del tronco. Notare il notevole sviluppo e disordine del portamento delle branche principali dell’esemplare adulto e la tortuosità del tronco dell’esemplare più giovane. E’ possibile confrontando le dimensioni dei due fabbricati dietro l’albero più grande avere un’idea della dimensioni della specie a maturità. Esemplari presenti nei pressi dell’Istituto di Selvicoltura forestale, Campus, Bari. Alberate stradali Bari è una città in cui le alberate non sono molto diffuse, bellissima è la doppia fila di Quercus ilex che ombreggia uno dei lati di corso Cavour o quella sempre di lecci che costeggia il tratto centrale dei giardini Umberto I. Imponente l’alberata di platani del tratto centrale di corso Mazzini, romantica quando in autunno le foglie cadono e camminandoci sopra si sente in fruscio delle foglie morte sotto i piedi. Poetica la piccola alberata di oleandri che colora via Putignani, mentre troppo esigua quella di ligustro che ombreggia via De Rossi. Teatrale il tratto verso mare di corso Vittorio Emanuele II adorno di Chamaerops, Phoenix e Washingtonie. Mentre banale anche se molto fresca appare l’alberata di ailanto sul lungomare in piazza Diaz. Maestosa l’alberata di bagolari che circonda tutto l’ateneo e bellissimo anche il gruppo di lecci e bagolaro che ombreggia la fermata degli autobus di linea alla stazione centrale, in questa circostanza il rigoglio delle specie autoctone ha sopraffatto una sia pur imponente phoenix che fa capolino tra le chiome scure. Profumati i tigli di viale Kennedy, spogli d’inverno lasciano passare il sole e fitti d’estate sono generosi d’ombra. Insomma esempi di belle alberate ne abbiamo forse sono un po’ poche per una città del sud, che il freddo lo vive al massimo per tre mesi l’anno. Le alberate non sono solo un lusso, un ornamento della città, ma hanno la capacità di cambiare il microclima delle strade in cui sono presenti, per accorgersi di questo fenomeno basta costeggiare di notte il giardino di largo due giugno per accorgersi che la temperatura e l’umidità in qualsiasi stagione è diversa dalle strade circostanti, naturalmente il fenomeno è presente anche di giorno anche se meno evidente. Gli alberi durante il giorno intercettando i raggi solari indispensabili al fenomeno della fotosintesi, impediscono ai muri dei palazzi e all’asfalto sotto di essi di accumulare calore che viene poi rilasciato nell’ambiente dal tramonto in poi, inoltre le foglie grazie alla evapotraspirazione immettono nell’ambiente una notevole quantità di vapore che contribuisce a rendere l’aria più respirabile nelle calde giornate estive. Le foglie svolgono anche una enorme funzione depuratrice dell’aria di città, intercettando le particelle di smog che rimangono intrappolate sulla loro superficie, tale fenomeno è visibile sulle foglie degli alberi sempreverdi presenti lungo strade trafficate, le foglie di queste povere piante diventano completamente nere. Le piante non sono certo contente di questo fenomeno che riduce loro la capacità di fotosintetizzare, in quanto lo smog oscura e riduce la superficie fotosintetizzante e occlude i pori che consentono alla pianta di assorbire ossigeno e rilasciare vapore e CO2. In genere la coltre di smog viene rimossa dalle piogge e le piante ritornano a respirare. Un altro effetto utile è quello di barriera contro il rumore del traffico, tale effetto è più che reale un palliativo, in quanto è stato dimostrato che i rumori del traffico sono più sopportabili se l’occhio è impegnato nella visione di una chioma piuttosto che in quella di un fabbricato. E’ quindi necessario che il verde a volte costituito anche da pochi alberi isolati sia diffuso in città. E’ naturale che la scelta delle specie da inserire in un contesto urbano non è semplice. Innanzitutto non tutte le specie sono adatte al malsano ambiente urbano, è necessario poi considerare lo sviluppo ed il portamento delle piante a maturità. Quando gli alberelli di 3-4 anni vengono prelevati dal vivaio hanno spesso un portamento molto diverso da quello che svilupperanno una volta ambientati nella loro sede definitiva, quindi è opportuna una buona conoscenza delle varietà al fine di evitare mutilanti potature per contenere lo sviluppo e la forma. Queste regole basilari sono scritte in tutti i
manuali di progettazione, che i tecnici preposti alla progettazione verde in
ambito urbano dovrebbero, almeno una volta durante la loro carriera, aver letto,
ma così non è, perché altrimenti come si spiegano le scelte per i nuovi
impianti realizzati lungo il sottovia che da via Capruzzi porta in piazza S.
Antonio o in via Campione e sul lungomare Vittorio Veneto. Sono stati utilizzati
giovani esemplari di brachychiton, albero di notevole altezza, raggiunge i 20-30
metri, dal portamento espanso e disordinato, con branche dalla scarsa
lignificazione, poiché è un albero di origine australiana, che possono
schiantarsi sotto l’effetto di forti venti o nevicate. La scelta di questa
specie è fuori da ogni logica e dalle regole della scelta del verde in ambiente
urbano. Gli alberi scelti per ombreggiare le strade cittadine devono avere a
maturità una dimensione tale da non creare problemi ai fabbricati e non essere
sproporzionati quando vengono associati ad altre specie. Sul lungomare poi vi è
già un’alberata costituita da pino e ailanto, a sostituzione degli alberi
morti sono stati introdotti esili tamerici che contrastano terribilmente con la
mole degli esemplari già presenti, e ora giovani brachychiton che a maturità
prevarranno in altezza e larghezza della chioma. Inoltre la chioma del
brachychiton è fatta di grossi rami dal portamento disordinato, che mal si
associano esteticamente alla globosa chioma dei pini. Era già poco estetica l’associazione
tra pino e l’invadentissimo e resistentissimo alloctono ailanto, che non era
proprio il caso di aggiunge Particolare delle capsule di brachychiton Dott.ssa Mattia Chiara |
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