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Da: SAVERIO SCIACOVELLI
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Non pretendo di spiegare la paludosa vicenda dove l’ingarbuglio è tale che una foresta amazzonica darebbe l’impressione di un’autostrada, ma vorrei tirare le somme dal punto di vista di un “qualunque” cittadino che prende i giornali e ne segue la vicenda. Vediamo di capirci un po’!
1) Il sig. Matarrese ed altri chiedono agli uffici comunali preposti delle concessioni per la edificabilità di alcuni suoli sul lungomare di cui sono legittimi proprietari. Suppongo che in tale occasione abbiano presentato una camionata di documenti come la legge impone.
2) Gli uffici preposti, agendo in piena autonomia e competenza, sulla base della normativa vigente, ritengono che non ci sono ostacoli per la concessione di tali licenze.
3) Per due anni, a poche centinaia di metri dalla procura della repubblica, non è certamente passato inosservato il via-vai di gru, ruspe, camion e betoniere... che certamente non cercavano le pelose (vista la vicinanza al mare). Nè tantomeno poteva passare inosservata la mastodontica costruzione che si stava elevando... e non certo il trulletto costruito notte-tempo nella propria vigna. Senza contare la pubblicità a tappeto che, per un certo periodo, ha coinvolto anche il grande Renzo Piano.
4) A lavori inoltrati qualcuno si accorge che i palazzi sono fuorilegge, non già per la posizione o la volumetria poco estetica (di cui Matarrese & company sarebbero stati responsabili), quanto per il fatto che il suolo, ad una diversa lettura delle stesse norme che ne avevano permesso le licenze edilizie, non era in realtà edificabile.
5) Le alterne vicende giudiziarie, che alla luce delle stesse sibilline ed ingarbugliate norme hanno visto parecchi collegi giudicanti dire tutto ed il contrario di tutto, si sono concluse vivaddio con questa salomonica sentenza: A) Assoluzione piena per i proprietari dei suoli e per i costruttori dei palazzi, per aver agito in buona fede nel rispetto delle concessioni edilizie in loro possesso... (Il che presuppone a lume di naso che i se i colpevoli non sono i costruttori (assolti), essi vanno evidentemente cercati da qualche altra parte. Ed è altrettanto evidente cercarli in quelle stanze da cui è uscita la concessione edilizia.) B) Trasferimento della proprietà dei suoli e dei palazzi a favore del comune di Bari, cioè a favore di quello stesso ente che precedentemente, secondo logica deduzione, aveva illegalmente concesso ai costruttori delle licenze rivelatesi in un secondo momento solo un pugno di carta straccia. C) Conseguente obbligo di demolizione dei palazzi perchè sorti su area inedificabile.
6) Il comune quindi, dopo aver concesso delle licenze edilizie che, risultando nulle in un secondo momento, hanno reso di conseguenza illegali le costruzioni che in base a quelle concessioni erano sorte, diventa proprietario di tutto, anche dei suoli su cui non è stato edificato alcunchè (ma questa è una vicenda parallela), ricevendo contestualmente l’obbligo di abbattere i palazzi incriminati: a spese di chi? Della magistratura? Del sindaco? Di coloro che avevano rilasciato le concessioni? Macchè... a spese delle casse comunali, ovvero a spese dei contribuenti!
7) Qualcuno a un certo punto propone che il comune “anticipi” la somma per la demolizione addebitandola a Matarrese, a titolo di risarcimento, quale responsabile della costruzione del “mostro edilizio”! Ma a quale titolo e con quale arzigogolo legale dovrebbe egli pagare la demolizione di un immobile di cui non solo è stato ampiamente assolto dal reato di costruzione abusiva, ma di cui non ne ha più la proprietà? (A tale proposito va ricordato che la Corte di Cassazione, con una sentenza di qualche anno fa, ha di fatto rigettato un’istanza di appello dei Matarresi in quanto, non essendo più proprietari degli immobili per avvenuta confisca, mancavano dei requisiti oggettivi e soggettivi per un ricorso… e se non vogliamo fare due pesi e due misure…)
Anzi, a mio modesto parere, dovrebbe essere il comune a risarcire Matarrese per i danni subiti da lui e da quei cittadini che avevano investito nella costruzione, fidandosi di licenze regolarmente richieste, regolarmente ottenute, ma… di nessun valore! Senza contare, cosa ben più grave, che molti lavoratori edili si sono ritrovati di punto in bianco in mezzo ad una strada, il che, scusate, per questi tempi non mi sembra cosa da poco conto! La matassa però si ingarbuglia ancora di più quando, in imminente attesa di demolizione, spuntano delle banche che sciorinano ipoteche e pignoramenti sui fabbricati.
Si può essere pro o contro Punta Perotti, ma basta un po’ di buonsenso per capire che il detto “Chi rompe paga ed i cocci sono suoi“ questa volta è stato completamente stravolto: “Chi rompe non paga, si prende i cocci e pretende i soldi per rottamarli!”
COMMENTO PERSONALE: Questa vicenda, e altre simili, che magari non vengono alla ribalta della stampa, portano inesorabilmente il cittadino comune alla convinzione che ormai non c’è più certezza del diritto. Io mi domando a quale Santo dovrà votarsi chi si accinge ad edificare avendo finalmente in mano la sospirata concessione edilizia, unico documento “conditio sine qua non” per attivare i lavori, sapendo che in qualsiasi momento, anche a lavori ultimati, quel documento potrebbe valere meno della carta su cui è scritto? Col risultato grottesco che alla beffa (perché si tratta di una vera beffa) di essere assolti dal reato di abusivismo (che è un reato ben diverso) si aggiunge il danno di vedersi confiscato l’immobile… (e scusate se è poco)! Siccome non è il caso di scomodare i Santi, io personalmente un’idea ce l’avrei: istituire in ogni distretto, o provincia, o regione... una commissione di controllo formata da magistrati, col compito di apporre il loro “insindacabile” parere ad ogni progetto edilizio. Dico insindacabile a buona ragione, perchè il costruttore deve avere una ed una sola certezza: se il parere è negativo, amen e tutti a casa, ma se invece è positivo, dopo un certo periodo chi deve parlare lo faccia subito, oppure taccia per sempre, e nulla e più nessuno potrà impugnare quel documento e sopendere i lavori. Forse la mia idea è ridicola, forse non lo è, ma dal momento che la legge dà ai giudici il giusto potere di bloccare a posteriori una concessione edilizia, se ritenuta irregolare, perchè non dare loro un identico potere a priori per verificarne la conformità e procedere di conseguenza?