La palla innamorata

La palla innamorata
di Jorge Amado

Il compito principale di un pallone da calcio è quello di volare dentro la porta. E Palla Volante, la sfera di cuoio, che quando entrava in rete era come un'onda possente, era un'esperta nel suo campo, una specialista, insomma, l'asso nella manica del paese. Era lei l'autrice di un numero imprecisato di goal, incredibilmente spettacolari: i goal del campionato e delle olimpiadi, tutti eccezionali, potenti e di grande effetto. Palla Volante sapeva entrare silenziosamente in rete, lasciandosi andare come un foglio di carta portato dal vento. Ma sapeva anche girare vorticosamente tra i pali della porta come un fulmine sferico, ruotare come una ruota di bicicletta sulla linea bianca del campo, oppure ondeggiare come un'aquila sopra un prato o tuonare come un colpo di cannone.
Tutti conoscevano Palla Volante. I cronisti della radio e della televisione parlavano concitatamente di lei come della palla magica. Raccontavano a lungo della sfera di cuoio invincibile e divina, arrivando a definirla geniale e diabolica tutte le volte che la vedevano volare sul campo passando da un piede all'altro, e poi alla testa, e poi di nuovo al piede, con traiettorie maliziose, per entrare infine in porta e conquistarsi così le acclamazioni della folla. Palla Volante era il terrore di ogni portiere e la passione di attaccanti e tifosi. Era temuta dai difensori e amata dagli attaccanti. Svelta, leggera e sfacciata, perfettamente rotonda e bellissima, nonostante la sua giovane età, era molto desiderata. Aveva già messo a segno circa seicento goal e, ad ogni partita, il numero cresceva vertiginosamente. Per lei una porta era uguale all'altra, non importa se questa fosse della squadra A o Z. Ai suoi occhi era la stessa cosa. Amava le partite avvincenti e faceva goal da entrambe le parti. Nessuna squadra veniva favorita da lei in modo particolare. Non faceva favoritismi proprio per nessuno.
In campo era la giustizia personificata. Non appena vedeva che una squadra si dava da fare e partiva all'attacco, Palla Volante la sosteneva con ogni mezzo e in questo modo obbligava i giocatori della squadra avversaria a rimanere in difesa. Gli attaccanti coraggiosi ed intrepidi mettevano sempre il colpo a segno. Palla Volante, però, sapeva anche essere molto buona e di buon cuore: non piantava mai in asso le squadre deboli. Prima che l'arbitro fischiasse la fine del gioco, concedeva sempre anche a loro un goal di consolazione.
Palla Volante era il nemico numero uno dello zero sul tabellone. I risultati delle partite dimostravano l'incredibile capacità del pallone nel mettere a segno i goal: cinque a quattro, sette a sei, sei a sei ! Se le squadre erano di un livello di preparazione diverso e le partite quindi più vivaci ed animate, il gioco si chiudeva con un punteggio di sei a due, di otto a tre o di cinque a uno. Ciò accadeva soprattutto per le partite di campionato giocate in casa, oppure se gli avversari erano una squadretta di infima serie.
Palla Volante era al culmine della sua brillante carriera sportiva. I migliori attaccanti del paese e persino il re del calcio e dei cannonieri, il famoso Redondinha, la chiamavano amorevolmente "pallina". E diceva che sarebbe stata addirittura scelta come pallone ufficiale del paese per le olimpiadi. I cannonieri più precisi e gli attaccanti più veloci del Brasile si erano follemente innamorati di lei. Tutti cercavano di entrare nelle grazie di Palla Volante, la reginetta del calcio.
Con lei anelavano a battere il record mondiale di goal e speravano di diventare degli eroi. Eppure Palla Volante, star di ogni campo da calcio, non favoriva nessuno in particolare. Guidava verso la porta tanto il piede di un famoso giocatore quanto quello di una sconosciuta gamba di legno. Non faceva distinzioni di sorta: ai suoi occhi erano tutti uguali. Si serviva di loro per arrivare a rete e sapeva che, in questo modo, avrebbe fatto delirare le migliaia di spettatori che gremivano lo stadio. E sebbene ogni suo goal fosse degno di una medaglia, Palla Volante non si lasciava mai trascinare dalle emozioni, ma aveva sempre un atteggiamento silenzioso e modesto. Non si emozionava mai né si spazientiva, non diventava mai irascibile e tanto meno passionale.

Tuttavia un bel giorno accadde ciò che normalmente capita ad ogni essere umano: Palla Volante si innamorò. Chi era colui che aveva risvegliato i suoi sentimenti? Era forse un famoso cannoniere? Un attaccante di centro o laterale? O forse uno che faceva di tutto per rendere i suoi goal più spettacolari? No! Palla Volante si innamorò nientemeno che di un povero portiere incapace. Lo chiamavano Bilo-Bilo, l'acchiappamosche. Per tutta la sua carriera, Bilo-Bilo aveva ricevuto i soprannomi più disparati.
Negli stadi veniva accolto con nomi, come dire, l'uno più "amorevole" dell'altro: re delle galline, cercafiorellini, guanto imbranato, braccio tremante. (Gli si davano nomi ancora peggiori di questi, ma in una storia rivolta ai ragazzi queste cose non si possono proprio scrivere). In ogni partita era messo a terra. Ma l'amore di Palla Volante lo trasformò in un portiere stimato ed apprezzato. Era diventato come un ragno che rivestiva tutta la porta con una rete invisibile. Bilo-Bilo diventò così il portiere più bravo di tutti.
Forse era stata proprio la sua maglietta color caramello a rapire il cuore di Palla Volante. Le era bastato vedere il portiere di serie B incassare un goal dietro l'altro e non vincere mai neppure una partita, e Palla Volante aveva perso la testa. Ormai non aveva occhi che per l'uomo ritto in piedi tra i due pali della porta.
Un giorno l'arbitro aveva appena fischiato l'inizio del gioco. Palla Volante venne spinta con violenza verso la porta, volò verso Bilo-Bilo, cadde tra le sue braccia e si strinse felice al suo petto. E per la prima volta nella sua vita il portiere venne applaudito con entusiasmo.

Palla Volante sapeva fare goal spettacolari con tutti. Ma quando Bilo-Bilo era in porta (I'uomo che una volta veniva chiamato l'acchiappamosche), lei si sentiva veramente felice. Se il portiere della squadra avversaria era obbligato ad incassare un goal dietro l'altro, il nuovo re del pallone al contrario riusciva a parare con il suo ampio petto ogni tipo di tiro, e lo faceva con parate davvero magnifiche. Afferrava la palla in un modo che mai si era visto prima d'allora e Palla Volante, dal canto suo, non desiderava nient'altro che trovarsi tra le sue braccia.
In verità devo confessare che Bilo-Bilo non cambiò affatto. Rimase lo stesso di prima. Come al solito non sapeva mai dove doveva stare: non lasciava mai la porta al momento giusto, non riusciva mai a capire qual era esattamente la traiettoria del pallone. Rimaneva lì come un allocco, incapace di prendere qualsiasi decisione. Tuttavia adesso riusciva ad afferrare tutto, veramente tutto. Bilo-Bilo aspettava la palla sul lato destro della porta; Palla Volante arrivava da sinistra. La folla già stava per urlare: goal! Ma invece cosa succedeva? La palla innamorata giaceva beata tra le braccia del suo portiere e si stringeva a lui. E invece di assistere ad un nuovo goal della magica palla, si ammirava l'infallibile parata e l'incredibile azione di Bilo-Bilo.
Palla Volante e Bilo-Bilo (l'ex acchiappamosche) dominavano ormai da lungo tempo gli stadi del Brasile. Gli spettatori assistevano entusiasti ed increduli alla ridda di goal del pallone e alle strabilianti parate del suo portiere. Le azioni dei due riempivano le pagine dei giornali. Davano lavoro a giornalisti e cronisti della televisione, della stampa e del cinema. I cronisti dovettero addirittura inventarsi delle parole nuove per poter descrivere le azioni eroiche del portiere e della sua palla. Sì, perché ogni volta che Palla Volante piombava dentro la rete della squadra avversaria e con un nuovo goal le dava un'ennesima lezione, la si vedeva volare poi felice nelle braccia di Bilo-Bilo e stringersi affettuosamente al suo petto. E il portiere abbracciava la palla con forza e ardore e la baciava, mentre la folla, fuori di se dall'entusiasmo, gridava e si agitava. Sembrava proprio un miracolo. E in verità lo era davvero: era il miracolo dell'amore. Non c'è bisogno di spiegarlo a parole, perché non ci sarebbero parole adatte a descriverlo. È così, punto e basta.

Un bel giorno i giornali, la radio e la televisione annunciarono al paese ed al mondo intero che il famoso re del calcio, il miglior attaccante del Brasile, aveva messo a segno il suo novecentonovantanovesimo goal. Si preparava quindi a segnare il suo millesimo. Questa era una notizia davvero eccezionale Fino ad allora nessun altro cannoniere era riuscito a fare mille goal nella rete avversaria; un tale record non era mai stato raggiunto.
La notizia creò non poco scompiglio tra i portieri del Brasile e degli altri paesi. Ciascuno di loro, infatti, voleva avere l'onore di ricevere il millesimo goal della star. Arrivarono anche parecchi telegrammi da tutto il mondo, dove si tessevano le lodi di famosi portieri stranieri. Ma il popolo brasiliano protestò violentemente, perché un tale incarico non poteva che essere affidato ad un portiere nazionale. Venne fatto il nome di Bilo-Bilo. Lui, l'acchiappamosche, fu prescelto per questo ambitissimo ruolo; proprio lui avrebbe subito il memorabile goal dell'imbattibile re del calcio.
Come di consueto, in occasione di una partita di campionato i giocatori corrono su e giù per il campo per qualche minuto prima del fischio d'inizio del gioco. Ma per questo importante incontro non accadde così. Gli atleti, sia quelli della squadra del campione che quelli della squadra di Bilo-Bilo, entrarono invece in campo guardinghi, a passi misurati e cadenzati. La scelta della palla per questa eccezionale sfida non poteva che cadere sulla famosa Palla Volante. Vi ho già raccontato che il re del calcio l'aveva spesso chiamata "pallina" e "mio dolce tesoro" con un certo qual tono adulatore. Era stata lei la palla prescelta per consacrare il suo successo.
Ancora oggi molte persone non riescono a spiegarsi quello che accadde sul campo da calcio quel tardo pomeriggio assolato, quando milioni di bandiere sventolavano e più di 200.000 persone erano fuori di sé dalla gioia e si abbracciavano, piangevano, gridavano. Palla Volante era proprio in gran forma. Si muoveva come danzando su e giù per il campo, spavalda e baldanzosa. Pareva non dare troppa importanza al grande momento, ma pregustava già il suo unico divertimento, quello di raggiungere il punteggio di cinque a zero pochi minuti prima del fischio di fine gioco. Cinque a zero contro la squadra del famoso campione! Il re del calcio, che proprio in questa partita voleva mettere a segno il suo millesimo goal, avrebbe dovuto incassare una pesante sconfitta. Gli ultimi secondi di gioco erano ormai scaduti. Già i primi spettatori, delusi per non aver assistito all'importante goal, iniziavano a lasciare lo stadio, quando l'arbitro fischiò un fallo in area commesso dalla squadra di Bilo-Bilo. Si trattava di un calcio di rigore di cui nessuno era colpevole. Il fallo era stato fischiato di proposito, questo era evidente, ma nessuno osò né protestare né fischiare. Gli spettatori, al contrario, applaudirono. Si era giunti finalmente al momento in cui il pallone sarebbe entrato nella rete di Bilo-Bilo e un nuovo record sarebbe entrato nella storia del calcio. Ciascuno dei presenti avrebbe preso parte a questo grande evento. Ma era lo stesso Bilo-Bilo a bramare più di tutti gli spettatori questo momento memorabile. Era lì, pronto a ricevere il goal reale, pronto a sbagliare clamorosamente fingendo di acchiappare una mosca e ad abbandonare la porta...

Palla Volante venne messa a undici metri dalla rete. Sullo stadio calò un silenzio di tomba. Il campione, calmo e sicuro di sè, afferrò il pallone e lo rigirò ancora un'ultima volta. Poi prese la rincorsa: voleva inviare a gran forza la palla in porta, con un tiro ben calibrato che il portiere non avrebbe potuto parare. Bilo-Bilo si piazzò in porta. Indossava la sua vistosa maglietta color caramello e le sue labbra ammiccavano con un sorriso di soddisfazione. Non avrebbe fatto assolutamente nulla per ostacolare questo calcio di rigore. La sua sarebbe stata invece una finta parata per evitare magistralmente il pallone. Non si mise infatti al centro della porta, come avrebbe dovuto fare, ma si avvicinò al palo di destra, per permettere in questo modo a Palla Volante di volare dritta dritta in rete. Nessuno protestò, ma tutti compresero il suo gesto: il portiere avrebbe infatti ottenuto una grande fama solo per aver parato questo tiro.
Il grande cannoniere iniziò la sua corsa. Con incredibile forza calciò il pallone, tirandolo dritto in porta. Duecentoquattromilatrecentodiciotto spettatori tra giornalisti, personalità e tutti quelli che erano penetrati nello stadio di nascosto, sfuggendo ai controlli, trattennero per un attimo il respiro. Osservarono attentamente il passo energico e misurato della star. Palla Volante volò verso la porta deserta. Tutti si alzarono in piedi. Stavano là, immobili, pronti ad esplodere in grida di gioia e a festeggiare fino a tarda notte e per il resto della settimana i] tanto atteso goal del record. Seguirono con lo sguardo la traiettoria della sfera di cuoio nell'aria ma tutto ad un tratto, con immenso stupore, videro che Palla Volante, con un mezzo giro su se stessa, cambiava direzione e si dirigeva verso Bilo-Bilo, avvolto nella sua maglietta color caramello. Palla Volante in quel momento non desiderava nient'altro che essere tenuta tra le braccia del portiere e giacere sul suo ampio petto. Ma questa volta fu Bilo-Bilo a non correrle incontro. Veloce come un lampo, egli la schivò con destrezza. Palla Volante, con il cuore pieno di nostalgia per il suo amore, lo inseguì e gli volò addosso. L'inseguimento durò qualche minuto, un tempo interminabile. Palla Volante e Bilo-Bilo si davano la caccia su e giù davanti alla porta. Alla fine, in preda alla più profonda disperazione, il portiere corse verso il centro del campo da calcio, abbandonando così la porta. Ma la palla andò dietro al suo amato e riuscì a raggiungerlo proprio davanti alla porta avversaria. Là si buttò tra le sue braccia e si strinse forte al suo petto, con tutta la sua rotondità, felice e pazzamente innamorata.
Così terminò la brillante carriera di Palla Volante, l'eccezionale sfera di cuoio, e di Bilo-Bilo, l'acchiappamosche, il cercafiorellini e il re del pallone, il migliore e peggior portiere allo stesso tempo.
E cosa fecero i due? Cosa accadde poi? Palla Volante e Bilo-Bilo si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.

Tratto dalla rivista per ragazzi "Peter Pan", nr. 1 del Febbraio 1994

 

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