CATTEDRALI

La provincia di Bari offre da sola una concentrazione di cattedrali, soprattutto medioevali, tale da costituire una sorta di tema dominante (quello della architettura sacra), di solito affiancato dai castelli (architettura militare), dal quale è necessario saper anche cogliere spunti alternativi, come ad esempio soffermarsi sui particolari minuti, sulle alterazioni e modificazioni non evidenti, sulle opere conservate negli edifici (i veri percorsi museali in Puglia  si compiono nelle chiese) ricordandosi che i segni più autentici di una cultura e di un’epoca si concentrano e si esaltano proprio negli edifici sacri. In una zona conosciuta soprattutto per le testimonianze di età medioevale, il nostro itinerario parte da Gravina, dove sorge una elegante cattedrale i cui elementi romanici e gotici scampati ad un violento incendio nel XV sec. Si fondono con raffinati toni rinascimentali e con un ricco e composito arredo interno relativo all’epoca di ricostruzione. Ad Altamura sorge l’unica cattedrale che la tradizione attribuisce all’iniziativa di Federico II di Svevia, dedicata all’Assunta e caratterizzata da due svettanti campanili in fasciata. Forme rinascimentali e nostalgie tardoromaniche caratterizzano la cattedrale di Acquaviva delle Fonti sulla cui facciata si apre un bellissimo rosone finemente traforato.

A Conversano la cattedrale, gravemente danneggiata da un incendio nel 1911, ristrutturata e parzialmente ricomposta in stile, offre una bella facciata trecentesca che dimostra ancora una volta quanto siano radicate – a dispetto degli scarti cronologici e della possibilità di aggiornamento del linguaggio – le forme dello stile romanico. La cattedrale di Monopoli è invece uno degli edifici barocchi più rappresentativi della regione, ricca di dipinti di pregio e di sontuosi arredi; conserva anche i resti scultorei della cattedrale medievale e la venerata icona della Madonna della Madia. La cinquecentesca cattedrale di Mola di Bari offre una singolare interpretazione degli schemi romanici in forme rinascimentali dalmate. 

A Bari la cattedrale romanica (eretta su un edificio precedente) è dedicata a S. Sabino, vescovo “trafugato” ai canosini per far fronte alla maggior fama del patrono cittadino Nicola da Mira, titolare della vicina basilica e a sua volta santo rubato da 62  coraggiosi marinai in Asia Minore. Nella cattedrale di Bitetto le forme romaniche rielaborate nel Trecento convivono in armonia con quelle barocche del campanile e della vivace cupola coperta da tegole policrome. A Palo del Colle si può essere facilmente ingannati dalle forme tardoromaniche della cattedrale dedicata a Santa Maria della Porta e del suo campanile; con un po’ di attenzione ci si accorge che anche qui siamo di fronte ad un edificio rinascimentale che dissimula abilmente la sua età (cercando di apparire più antico) ma che si tradisce con alcuni inequivocabili particolari degni di attenzioni (cariatidi, fregi classicheggianti). Bellissima la cattedrale di Bitonto, soprattutto dopo la recente ripulitura esterna che le conferisce una luce davvero particolare ed esalta la ricchezza e la preziosità degli intagli degli stupendi capitelli a stampella duecenteschi presenti nelle gallerie esafore del fianco meridionale. 

Quella di Giovinazzo sorge sul mare, al margine del borgo antico e, benché sia stata profondamente ristrutturata e ridecorata in età barocca, a rilevato in questi ultimi anni interessanti tracce della redazione medievale, restituendo parte del mosaico pavimentale che occupava in origine la zona presbiterale. A  Molfetta troviamo ancora una cattedrale sul mare (il duomo vecchio dedicato a San Corrado) edificata tra XII e XIII secolo, orgogliosa delle sue due torri costruite ad arte e mai crollate (diversamente da molti altri più sfortunati campanili); ma la cattedrale effettiva è quella settecentesca, dedicate all’Assunta e scenograficamente barocca. 

Altra cattedrale singolare è quella di Ruvo, nota per la sua facciata a spiovente estremamente accentuai, fondata nel XII secolo su una basilica più antica; gli scavi archeologici sotto la chiesa sono attrezzati e piacevolmente visitabili. A Bisceglie, dove esisteva già un episcopo fondato dai normanni nell’XI secolo, la cattedrale fu consacrata alla fine del 200 e venne profondamente  alterata in seguito. 

E’ a Trani che la cattedrale, custode da nove secoli delle spoglie di San Nicola pellegrino sembra davvero una gigantesca nave arenata sulla scogliera, inconfondibile per le sue dimensioni, i suoi colori ed il suo campanile. Quella di Barletta, dedicata a S. Maria Maggiore, è una cattedrale dai mille volti e dalle travagliate vicende; si presenta in parte tipicamente romanica, in parte più squisitamente gotica (si veda la zona absidale), con interventi rinascimentali in facciata, ed ancora una volta (dopo Trani) con un campanile forato alla base. Ad Andria invece gli interventi quattrocenteschi hanno cancellato le tracce della basilica romanica nella cui cripta vennero sepolte nel XIII secolo due mogli di Federico II di Svevia. Il nostro itinerario si conclude a Canosa, dove l’antica cattedrale edificata nell’XI secolo con l’intitolazione a San Sabino e rimaneggiata in seguito conserva piacevoli opere scultoree (ambone e cattedra episcopale) nonché  la cosiddetta Tomba di Boemondo e le sue ante bronzee del XII secolo.

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